Liturgia & Musica

Questo spazio nasce dalla mia esperienza di moderatore della mail circolare "Liturgia&Musica", avviata nel dic. 2005 per conto della “Associazione Italiana Organisti di Chiesa” (di cui fui segretario dal 1998 al 2011) al fine di tener vivo il dibattito intorno alla Liturgia «culmine e fonte della vita cristiana» e al canto sacro che di essa è «parte necessaria ed integrante» unitamente alla musica strumentale, con particolare riferimento alla primaria importanza dell'organo.

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sabato 10 novembre 2012

La messa "Caudanina": partecipazione attiva ‘ante litteram’

Gentili lettori,

almeno per nome immagino conoscerete il mio illustre concittadino Federico CAUDANA, dal 1907 al 1963 organista titolare e maestro di cappella della Cattedrale di Cremona e fin dal 1924 autore di spicco presso l’editore Carrara di Bergamo.

Musicista di formazione tardo-ottocentesca (studiò e si diplomò al Conservatorio di Milano), ha contribuito, con il suo stile generosamente melodico (ben lontano da certo «letargico» cecilianesimo) alla valorizzazione del canto popolare, grazie anche agli stimoli costanti ricevuti da Vittorio Carrara, musico-editore che ha fatto la storia della musica sacra in Italia.

Il suo esperimento meglio riuscito fu certamente la messa Laus tibi Christe, pubblicata da Carrara nel 1940, la cui scorrevole e intuitiva cantabilità facilitò ampia diffusione (venne per questo battezzata "Caudanina"), tanto che ancora oggi a livello popolare è la musica per cui Federico Caudana è ricordato in Italia e nel mondo. Su questa messa apparve subito la seguente recensione ne «L’Osservatore Romano»:

«Lavoro di fattura semplice e quanto mai appropriato al fine preposto. La pratica corale consente al M.° Caudana un esperto trattamento del canto, all’intento di ottenere i migliori risultati, evitando ogni difficoltà di esecuzione alla massa degli esecutori. La melodia, sillabica e diatonica, ha il suo motivo generatore nell’accentuazione della parola, ed è disegnata in modo che la chiarezza del testo sia sempre evidente e non risulti difficile la declamazione. Un accompagnamento sobrio sostiene il canto senza appesantirlo; accompagnamento facile, ma pure curato con molta attenzione. Questa nuova Messa, scritta per il popolo e destinata alla grande massa del popolo, se da un lato dà prova dell’abilità, in materia di canto popolare, dell’illustre Maestro, da un altro mostra, ancora una volta, come le Edizioni Musicali Carrara mirino al più nobile dei risultati: quello della rieducazione popolare per mezzo dell’arte».


Spero farvi cosa gradita suggerendovi di vedere un video del Gloria della messa Laus tibi Christe di Federico Caudana eseguito dal Coro della Cattedrale di Cremona diretto da don Graziano Ghisolfi con l’accompagnamento organistico dell’attuale organista titolare Fausto Caporali.

Far cantare la gente a messa: quasi un quarto di secolo prima della Sacrosanctum Concilium e con risultati che erano ben più soddisfacenti rispetto a quel poco che invece si riesce a fare oggi dopo quasi mezzo secolo dalla riforma liturgica del Vaticano Secondo: infatti sembra che nel frattempo le nostre assemblee liturgiche si siano impigrite e abbiano via via perso il senso di una vera piena e consapevole attiva partecipazione all’Eucaristia domenicale (una involuzione, dunque, rispetto a quanto invocato dal Concilio!), vissuta sempre più precetto da assolvere che come inappagabile emozione da rivivere ogni sette giorni!

Cordiali saluti ed auguri di buona musica a tutti.

Paolo Bottini

domenica 4 novembre 2012

Bisogna tornare a cantare la Parola di Dio!

Gentili lettori,

nel marasma dei canti liturgici oggi in auge in Italia (il Repertorio nazionale proposto dalla CEI credo sia preso minimamente in considerazione dalle parrocchie, in genere restie pure ad adottare eventuali repertori diocesani!), io credo che la carta vincente che contribuirebbe a far rinascere un po' di comune entusiasmo e maggiore attenzione alla pertinenza liturgica del canto nei sacri riti, sarebbe quella di tornare a mettere in musica le antifone della messa, così come sono attualmente proposte nel Messale )!

Si tratterebbe di poter disporre di brevissimi motti musicali a mo' di ritornello che qualsiasi assemblea potrebbe far propri di domenica in domenica, senza bisogno di preparazione in quanto, data la facilità e brevità, si apprenderebbero subito, alternandoli al canto di versetti salmici a cura di un solista o di un coretto.

Perché meglio è cantare la Parola di Dio, meno la parola dell'uomo!

Tuttavia conditio sine qua non: avere a disposizione almeno un discreto cantore ogni domenica (anche se mancasse qualsiasi strumento musicale) che garantisca l'alternanza solista-assemblea!

Una proposta su questa linea, certo molto più raffinata di quanto abbia appena descritto, è stata fatta ormai otto anni fa da Fulvio Rampi, si tratta di:

Nova et vetera. Forme tropate per i Canti di Ingresso e di Comunione, Libreria Editrice Vaticana, Roma 2004, pp. 216.

E recentemente (ancora dalla mia Cremona, vera fucina liturgico-musicale!) ecco una nuovissima raccolta di canti per la liturgia direttamente tolti dai testi del Messale Romano elaborati da don Natale Bellani e musicati da Franco Berettini.

Bisogna tornare ogni domenica a cantare la Parola di Dio, tornando alla semplicità, così come negli anni a cavallo del Concilio era già stato pensato in Italia ad esempio da un don Piero Damilano e in Francia da un Joseph Gelineau [§]: percorsi che si sono alquanto smarriti nel frattempo...

Meditate, gente, meditate...

Paolo Bottini

Cremona, il 4 novembre 2012

[§] esempio di canti composti da Gelineau